CASA MUSEO RENZO SAVINI
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Madonna di Campiglio

Sappiamo di una Campiglio luogo prediletto dall'imperatore Asburgico Francesco Giuseppe e dall'imperatrice Elisabetta; noti sono gli aneddoti legati all'alpinismo da essi praticato, infatti un certo "Lusion" ebbe l'onore di esserne la guida di fiducia.
"A quei tempi Campiglio faceva parte delle terre irredenti cioè ancora integrate nel territorio dell'Impero Austro-Ungarico. L'ideale perseguito dagli Asburgo, e la traccia da loro lasciata, fu quello di una Corona a carattere universalistico e popolare, realizzante uno Stato in cui le varie nazionalità (ben 17) trovassero propria autonoma espressione attraverso istituti culturali, linguistici, politici ed economico-sociali!" [Ferruccio Mazzarol, in "Osservatore Romano", 1974].
La storia di Campiglio passa attraverso la figura di Franz Joseph Österreicher, figlio naturale dell'imperatore Francesco Giuseppe.
Nato nel 1848, acquistò moltissimi terreni a Campiglio e lì si stabilì apportando un fondamentale contributo allo sviluppo di quei luoghi.
Ospiti illustri frequentavano Campiglio, prevalentemente nella stagione estiva, le cronache ricordano infatti il Ministro Zanardelli, Quintino Sella, banchieri come i Rotschild, l'ammiraglio Cannevaro, Cairoli.
Ma già dopo il 1918 la cronaca giornalistica parla della presenza del Senatore Nava, del Duca Tommaso Gallarati Scotti, della Principessa Borghese, della Principessa Montecchi, della Duchessa Grazioli, dei Conti Munari Bra, dei Conti Cicogna, dei Conti Airoldi, della Contessa Sheibel, della Marchesa Gherardini, del Commendatore Passerini, ecc. per poi arrivare fino agli Aga Khan.

Il papà iniziò a frequentare Campiglio negli anni '50 parallelamente a Cortina, ma poi la sua scelta ricadde immediatamente su Campiglio.
Con la mamma erano ospiti fissi dell'Hotel Milano (credo uno dei pochissimi alberghi di allora), per poi acquistare casa negli anni '70.
Ho ricordi nitidi di una Campiglio degli anni '70: "mondana, moderna, grintosa", una Campiglio in cui, io bambina, mi stupivo di poter incrociare normalmente personaggi politici (di cui poco mi interessava!), personaggi pubblici in generale, ma in particolare personaggi del mondo del cinema.
... Ricordo un pomeriggio d'inverno, camminavo con mia madre, meravigliosa, mora, capelli sciolti, avvolta in una pelliccia di lupo bianco lunga fino ai piedi, con la sua classica grande borsa di coccodrillo nero, un enorme cappello di panno a falda larga (come usava in quegli anni), ci stavamo dirigendo al Suisse, ... ricordo il mitico Anthony Quinn che ci incrociò e per guardare mia mamma, fece una rotazione di 360° su se stesso! Ne rimasi colpita!
Papà, appunto, grandissimo ed appassionato sciatore, si trasferiva normalmente a Campiglio tutto il mese di gennaio e la mattina prediligeva lo sci (poche ore ma molto concentrate! Praticamente solo la "3 Tre" o la "Direttissima dello Spinale" o del "Pradalago") mentre il pomeriggio era facile si dedicasse "al recupero delle memorie storiche del territorio", cioè si recava nelle valli più sotto a Campiglio per incontrare anziani che gli narrassero aneddoti su quei luoghi.
Per mio padre era una "necessità", quella a tutti i costi di coltivare, immagazzinare "la memoria storica" di un luogo, legata alla tradizione orale ed espressa poi nei manufatti (opere dell'uomo), ma anche espressa dalle opere della natura (minerali, sassi, pietre).
E' facile dunque risalire al meccanismo che ci permette di comprendere appieno quanto "l'amore" per i luoghi, per la loro tradizione, "l'amore" per le opere, sia quelle in natura sia quelle create per mano dell'uomo, abbia costituito per mio padre il motivo della sua "eterna ricerca".

 

Per concludere, è l'amore che indubbiamente ci lega ai ricordi ed ai luoghi, mi colpisce il fatto che dopo tanti decenni (è dal 1966!) Campiglio continui ad essere per me la meta "preferita", ogni volta sempre in grado di stupirmi ed entusiasmarmi come fosse la prima volta!
Le sue discese innevate, i solitari boschi di cui conosco albero per albero, ogni volta mi accendono di felicità, ancor di più!

 

Scritto da Benedetta Savini nel giorno di S. Lorenzo del 2022

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