CASA MUSEO RENZO SAVINI
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le opere di guerrino tramonti
le opere di guerrino tramonti

"Una casa al museo, una casa nel museo, una casa come museo: strano effetto di scatole cinesi, strana apertura del museo a questo spazio assolutamente altro che è lo spazio domestico": queste parole del critico d'arte Elio Grazioli, tratte dall'opera "Intervista a Maurizio Nannucci", riflettono quella sorta di osmosi tra questi due luoghi apparentemente diversi e lontani, ma che, attraverso un eletto intermediario come l'arte, trovano svariati punti di unione che li portano ad identificarsi l'uno nell'altro confondendo, molto spesso, ruoli e funzioni.
La sottile linea che intercorre tra "collezione d'arte" e "arte del collezionare" risulta più che evidente quando si analizzano figure di artisti, come Guerrino Tramonti, che hanno consapevolmente voluto lasciare ai posteri, all'interno dei loro spazi domestici, una parte selezionata delle loro opere, o di quei collezionisti, come Renzo Savini, che hanno plasmato la loro dimora modificandola in virtù dei pezzi d'arte in loro possesso e traducendola in museo privato da condividere con il pubblico.
Quando si riflette sulla figura del collezionista solitamente il pensiero si indirizza inevitabilmente in direzione di quelle persone con smania di raccogliere e comprare oggetti da collocare all'interno di spazi fisici, che sono prima spazi mentali, dove l'oggetto stesso, una volta piazzato, si trova ad assumere un significato nuovo rispetto a quello precedente.
In realtà l'impulso di collezionare è innato in ognuno di noi poiché tutti scegliamo oggetti che determinano una trasformazione fisica e psicologica dei nostri luoghi domestici, ma la distanza tra noi ed il collezionista è già evidente a priori: quando quest'ultimo individua un determinato elemento esso cessa di avere una funzione precisa nel mondo che lo aveva prodotto e giunge ad ottenere una nuova individualità in un altro universo caricandosi di una fresca valenza concettuale o simbolica originatasi dalla mente di colui che lo ha scelto.
Sicuramente esistono innumerevoli forme di collezionismo, ognuna delle quali si distingue, oltre che per tematiche, metodi di raccolta, classificazioni e collocazioni, anche per il motivo scatenante la creazione della raccolta stessa.
Oltre alla divulgazione ( dove un ruolo fondamentale viene esercitato da biblioteche e musei ) , all'investimento, all'affare e all'economia, si trovano collezioni che vengono a formarsi sostanzialmente in virtù dell'estro del loro creatore che sceglie e colloca gli oggetti nel loro nuovo spazio guidato dal proprio soffio personale dando vita così, grazie a pulsioni di estro e ispirazioni trasversali, ad una vera e propria forma d'arte: è proprio in questo momento che il collezionista diventa artista.
La pratica del collezionismo ha sempre seguito la storia dell'Umanità riflettendo, come uno specchio, i gusti delle epoche dei secoli passati, e il rapporto tra questo e l'Arte è sempre stato intenso e ricco di ispirazioni, tanto da generare, in molti casi, fenomeni sociali che sono divenuti vere e proprie tappe nel cammino dello sviluppo culturale: dai corredi funebri del mondo egiziano, vere e proprie Case-Museo dell'Oltretomba, ricche di suppellettili ordinate attorno alla mummia del defunto, ai Tesori del mondo greco, tipologie di templi realizzati per contenere oggetti preziosi e opere d'arte che le Città-Stato donavano come ex-voto ai santuari più importanti del mondo ellenico.
L'idea di collezione si trasformò poi, nel mondo romano, attraverso la conquista della Grecia ed il contatto con la sua arte, passando da un significato religioso ad un contenuto puramente estetico: le sculture, come bottino di guerra, entrarono, in forma di originali e copie, all'interno delle case del patriziato romano, le quali divennero esclusivi musei la cui fruizione era riservata alle famiglie e ai loro ospiti.
La fortuna delle collezioni a carattere religioso tornerà prepotentemente nel corso del Medioevo con il fenomeno della raccolta di reliquie sante, parti di corpi dei martiri e oggetti inerenti alla Passione di Cristo, che generò un fenomeno sociale, culturale ed economico di notevole portata.
Il Rinascimento italiano darà vita poi agli Studioli, contenitori progettati ad hoc all'interno dei palazzo nobiliari per raccogliere opere d'arte e oggetti di valore, e alle Quadrerie, collezioni di opere pittoriche riunite insieme ad abbellire le dimore più importanti dell'aristocrazia.
A partire dal Quattrocento, inoltre, anche le botteghe degli artisti possono essere considerate delle vere e proprie collezioni poiché raccoglievano cartoni, disegni, dipinti e stampe dei Maestri che venivano utilizzati come materiale di studio e per le esercitazioni grafiche.
Il fenomeno antesignano del museo inteso in senso moderno è, a partire dal Cinquecento, la Wunderkammer poiché, accanto alle opere d'arte, si collocavano oggetti volti a fornire un'idea di conoscenza scientifica e sistematica: elementi di storia naturale, carte geografiche, figure bizzarre, scherzi di natura o invenzioni strane venivano a coesistere insieme svolgendo una precisa funzione didattica.
La "Camera delle Meraviglie" può inoltre essere intesa come l'antenata delle esposizioni di arte contemporanea e delle "installazioni".
Un'ulteriore fusione tra collezione e arte contraddistingue, a partire dal XVII secolo, il "Cabinet d'amateur", un genere pittorico nel quale si rappresenta su tela la raccolta all'interno degli ambienti destinati a contenerla, in una sorta di catalogazione destinata a celebrare il complesso degli oggetti appartenenti al collezionista: egli stesso viene spesso ritratto tra le opere di sua proprietà mentre si aggira colloquiando amabilmente con persone a lui vicine negli spazi della collezione.
Da questo momento si apre l'epoca del collezionismo moderno dove il collezionista diventa, molto spesso, anche il protettore degli artisti: è il caso, ad esempio dei sostenitori degli Impressionisti, nell'Ottocento, o di notissime figure dell'inizio del XX secolo come Gertrude Stein e la sua collezione di arte cubista o Andre' Breton che con il Surrealismo ed il contatto diretto con Sigmund Freud darà vita alla formula del "caso oggettivo" nel quale l'acquisizione di un oggetto viene visto come un movimento in due direzioni, del collezionista verso l'oggetto ma anche dell'oggetto verso il collezionista.
Aby Warburg, storico dell'arte tedesco vissuto a cavallo tra Ottocento e Novecento, è forse il precursore di alcune forme d'arte contemporanea come il collage e l'assemblage, che negli anni Cinquanta del Novecento saranno rappresentati da artisti del calibro di Joseph Cornell e Rauschenberg.
Warburg, con la sua Mnemosyne, dà vita a quello che può essere considerato uno dei punti di unione, a carattere moderno, tra collezione e opera d'arte: una raccolta di immagini disparate (riproduzioni di opere d'arte, monete, tarocchi, fotografie etnografiche e anche pubblicità) disposte su di un pannello nero e assemblate senza nessun nesso cronologico, alfabetico o stilistico ma solo in base ad affinità, rimandi, analogie, differenze, secondo la libera scelta ed interpretazione determinata dal collezionista.
Saranno gli anni ‘90 del nostro secolo a coronare, con l'esposizione permanente "L'appartament" al Museo d'arte moderna e contemporanea"di Ginevra l'unione indissolubile tra Arte e collezione: la ricostruzione dell'appartamento del collezionista Mollet-Vièville dove, tra luoghi domestici che convivono con gli oggetti della sua raccolta, si dimostra che la stanza di una casa, grazie proprio alla simbiosi con la collezione, è uno "spazio altro", non solo fisico, ma anche mentale.

le opere di guerrino tramonti
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Le opere di Guerrino Tramonti, testimonianze recuperate dopo l'alluvione di maggio 2023

La casa-museo Guerrino Tramonti si trova a Faenza, dove l'Artista visse con la famiglia e lavorò dal 1958 al 1992, anno della sua morte.
Le sale del Museo e il deposito sono stati pesantemente colpiti dall'alluvione del maggio scorso e solo grazie all'intervento di tanti volontari dell'Arte, tra cui Benedetta Savini e i suoi figli Leone e Angelica Marescotti, 1800 opere sono state recuperate dai depositi e salvate dalla furia devastante di acqua e fango. A memoria e con gratitudine da parte della famiglia Tramonti, Casa Savini espone alcune opere rappresentative dell'Arte di Guerrino Tramonti e dei tragici eventi accaduti.